Sabato, 06 Febbraio 2016 12:11

Il Carnevale di Venezia e le sue maschere

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Come avete deciso di trascorrere questi giorni di Carnevale?

Prima o poi è doveroso per tutti fare una gita a Venezia, la città che - da tempo immemore - è indissolubilmente legata al Carnevale.

Il Carnevale di Venezia, infatti, di antiche tradizioni e noto a livello internazionale, è capace di attrarre ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Le origini del Carnevale veneziano sono antichissime: la prima testimonianza risale ad un documento del Doge Vitale Falier del 1094, dove si parla di divertimenti pubblici e nel quale il vocabolo Carnevale viene citato per la prima volta.

L’istituzione di questa festa, da parte delle oligarchie veneziane, è generalmente...

attribuita alla necessità della Serenissima di concedere alla popolazione - soprattutto ai ceti più umili - un periodo dedicato al divertimento e ai festeggiamenti. Caratteristiche dominanti erano - e sono ancora oggi - il mascheramento, nato per annullare ogni forma di appartenenza sociale, sessuale o religiosa; le allegre sfilate allegoriche e le divertenti feste con musiche e balli sfrenati allestite negli scenografici saloni dei palazzi nobiliari della città.

“Buongiorno Siora Maschera”.

Lungo le calli, per i canali e nei listoni, era questo il saluto: l’identità personale, il sesso, la classe sociale non esistevano più, si entrava a far parte della Grande Illusione del Carnevale in un posto, unico al mondo, dove tutto può accadere, dove ogni scorcio non cessa di incantare.

Certamente, il periodo carnevalesco crea un clima scoppiettante, colorato e festoso in qualsiasi città; ma di sicuro, trascorrere queste giornate passeggiando tra le suggestive calli veneziane ed osservare affascinanti ed enigmatiche maschere, ha un’atmosfera tutta sua!

Considerate le temperature ancora frizzantine, le energie disperse passeggiando tra le strette calli e dandosi alla pazza gioia tra scherzi, balli e sfilate, concedetevi una pausa ristoratrice  ricaricandovi con un'energica e sana merenda. Portate dunque con voi le nostre golosità legate al Carnevale: prodotti come “fatti in casa”, le ricette della tradizione sono semplici, con pochi selezionatissimi ingredienti e senza conservanti.

Lasciatevi avvolgere e travolgere dal clima festoso di Venezia, sgranocchiando le classiche Tentazioni, le sopraffine Tentazioni al cioccolato, le goduriose Bugie ripiene o i più “dietetici” Folletti Integralbianco!

 

Ma da dove nasce la tradizione delle maschere veneziane?

Gli artigiani che fabbricavano maschere erano chiamati maschereri fin dal tempo del Doge Foscari e possedevano un loro statuto datato aprile 1436. Appartenevano alla frangia dei pittori ed erano coadiuvati dai targheri, che imprimevano sopra lo stucco, volti dipinti (a volte di ridicola fisionomia), con dovizia di particolari.

La maschera veniva utilizzata anche in altre occasioni durante l’anno; durante banchetti ufficiali o feste della Repubblica, ad esempio, era consentito l’uso di Tabarro e Bauta.

Il Tabarro era composto da una mantellina che raddoppiava sopra le spalle, poteva essere di panno o di seta secondo le stagioni, bianco o turchino, scarlatto per un'occasione di gala, a volte decorato con fronzoli, frange e fiocco "alla militare".

La Bauta è composta dal tabarro, un tricorno nero che si indossava sul capo e una maschera bianca chiamata Larva (il nome Larva deriva dal latino Larva che vuol dire “fantasma” o anche “maschera”).

Le donne indossavano, generalmente, un altro modello di maschera chiamato Moretta. Era una maschera ovale di velluto nero e veniva usata dalle dame quando si recavano a fare visita alle monache. La moda della Moretta, importata dalla Francia, si diffuse velocemente a Venezia in quanto è una maschera che dona particolarmente ai lineamenti femminili soprattutto quando viene ornata da veli, velette e cappellini a falde.

 

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